Storia

La storia recente del Dipartimento di Chimica

di Errico Zeuli

Nell'anno accademico 1934-35, presso la Regia Università di Roma, la Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali già consentiva il conseguimento delle Lauree in Chimica, Matematica, Fisica, Scienze Naturali e Matematica e fisica.

I corsi strettamente riguardanti la Chimica venivano tenuti nella sede dell'Istituto Chimico, in Via Panisperna 89/B.

In quell'anno Preside della Facoltà era S.E. Nicola Parravano, Accademico d'Italia, a cui è intitolata la Sala di rappresentanza dell'odierno Dipartimento.

A tenere i corsi per gli studenti del Corso di Laurea in Chimica erano alcuni nomi celebri, quali:

  • Giuseppe Tommasi (Chimica agraria);
  • Paolo Agostini (Chimica analitica);
  • Guido Bargellini (Chimica di guerra);
  • Giorgio Roberti (Chimica Fisica);
  • Nicola Parravano (Chimica Generale ed Inorganica);
  • Mario Giordani (Chimica Industriale);
  • Guido Bargellini (Chimica Organica);
  • Orso Maria Corbino (Fisica Sperimentale);
  • Enrico Fermi (Fisica Teorica);
  • Gian Alberto Blanc (Geochimica);
  • Edoardo Amaldi (Matematica per chimici);

Uno staff eccellente che si trasferì poco dopo nella nuova sede dell'Istituto Chimico, costruita nel perimetro dell'attuale Università, adiacente al grande Policlinico.


L'Istituto Chimico nella Città Universitaria in una foto d'epoca (1932 - 1935).

Nel Museo di Chimica sono conservati i piani di costruzione dell'edificio, modernamente costruito, che prevedeva servizi centralizzati di scarico delle acque reflue, di gas, di acqua calda e fredda, di acqua sotto pressione, di aria sotto pressione ed inoltre, per ogni laboratorio, quadri di distribuzione di corrente continua a 24 V ed alternata monofase e trifase.

Sul tetto erano costruiti cassoni per consentire la continuità dell'alimentazione idrica e nel sottosuolo erano localizzate ed ispezionabili le condotte di alimentazione dei servizi ed una cisterna che consentiva l'utilizzo in riciclo di una certa quantità di acqua.

Le cappe aspiranti ed i banchi chimici erano realizzati con materiali antiacido ed in legno massello (rispettando pienamente le allora vigenti normative). Molte cappe possedevano un motore elettrico per il tiraggio, nelle più antiche sono stati ritrovati, all'ingresso del condotto di aspirazione dei fumi, i becchi Bunsen che venivano accesi per migliorare il tiraggio dei fumi.

Erano previsti ampi spazi per il Museo, per i Magazzini di distribuzione centralizzata dei prodotti e della vetreria e per le Officine delegate alla progettazione ed alla costruzione di nuove apparecchiature o arredamenti.

I Laboratori didattici erano già presenti con ampi spazi per il lavoro degli studenti.

Un'ala dell'edificio chimico subì qualche danno durante gli eventi bellici, nel drammatico bombardamento dello scalo ferroviario di San Lorenzo alla fine della seconda guerra mondiale, ma fu presto rimessa in condizioni operative.

La struttura unitaria, col tempo (siamo negli anni '50), si suddivise in quattro Istituti, che presero il nome e vennero amministrati e organizzati dal Titolare della rispettiva principale Cattedra di Insegnamento: nacquero allora l'Istituto di Chimica Analitica, l'Istituto di Chimica Fisica, l'Istituto di Chimica Generale ed Inorganica e l'Istituto di Chimica Organica. All'inizio degli anni '60 si formò un gruppo di Chimica Industriale, col nascere del corrispondente Corso di Laurea.

Nell'edificio presero forma alcuni Centri di studio del C.N.R.

Negli anni '70 fu creato il Servizio Generale Chimico, che cominciò a curare alcuni servizi, come l'Amministrazione generale dell'edificio, la Biblioteca, le grandi apparecchiature di uso comune ed i servizi didattici.

Si realizzò inoltre la struttura del Nuovo Edificio Chimico, che ospita alcuni servizi didattici ed una parte degli afferenti agli Istituti Chimici.

Nel 1982 viene deliberata la realizzazione dell'attuale struttura di tipo dipartimentale.

Nel  1986 fu creato il Museo di Chimica, che occupa alcuni spazi al piano terreno del vecchio edificio.