FORNO DI PUDELLAGGIO

tav37.jpg (633949 byte) Il forno di pudellaggio, come quello di affinaggio della Tav XXXVI, aveva lo scopo di decarburare la ghisa grezza. La tavola mostra la sezione e la pianta del forno. In esso potevano essere bruciati combustibili diversi e meno costosi del carbone di legna. Si trattava di un forno a riverbero costituito da un crogiolo B scaldato per riverbero dalla fornace A o raffreddato ad acqua attraverso i condotti g. I gas combusti andavano alla ciminiera attraverso il condotto C. Il materiale da trattare (ghisa + ossidi di ferro) era contenuto nel crogiolo e veniva portato a fusione mentre un operatore lo manteneva in agitazione attraverso la porta di lavoro i. Ad ossidazione ultimata la massa fusa veniva raffreddata fino ad ottenere un massello che veniva estratto ancora incandescente ed avviato alla forgiatura.